giovedì 30 maggio 2013

ernesto de pascale - subway to the west country (2013)

giornalista, conduttore radiofonico, musicista, ernesto de pascale ha vissuto, in tutta la sua vita, una passione totalizzante per la musica. è stato voce storica di rai stereonotte, ideatore e conduttore de il popolo del blues, anima del rock contest controradio (prestigiosa rassegna fiorentina dedicata ai gruppi emergenti in italia), nonché produttore di album per gruppi quali i diaframma, gli aeroplanitaliani, gli assalti frontali e gli articolo 31. “ci ha lasciati” il 13 febbraio 2011, proprio il giorno in cui avrebbe compiuto 53 anni. a due anni da questa data, esattamente il 16 febbraio scorso, su controradio è andata in onda una maratona musicale durante la quale è stato presentato seven songs while the city is sleeping, album postumo dedicato alla sua memoria.
composto tra il 2009 e il 2010, il disco è nato in un pomeriggio a casa, seduto al pianoforte, seguito alla parte tecnica da guido melis. successivamente ernesto ha chiesto il contributo di musicisti e amici che lo aiutassero a creare un lavoro dalle atmosfere volutamente acustiche. solo due sono le tracce portate a termine in prima persona. il resto dei brani che compongono questa raccolta, nella loro versione finale, sono il frutto degli appunti di de pascale e delle idee condivise con il team di collaboratori del popolo del blues (marchio da lui ideato e fondato nel 1995). in particolare, guido melis e giulia nuti (rispettivamente, bassista e violista degli underfloor) si sono occupati della supervisione musicale, raccogliendo e montando il materiale originale, missando poi il tutto al plastic sun studio di firenze. a tutti gli effetti si può considerare questo album non un semplice ricordo, ma il testamento musicale di un artista appassionato del viaggio vero, quello dell’anima. nel brano subway to the west country l’arrangiamento d’archi è stato scritto dal produttore e songwriter americano kenny white.
la sorella antonella, attraverso riflessioni toccanti e private, racconta anche il senso profondo di questa clip:
sto scrivendo a fatica il libro sulla sua vita...

ed è un viaggio nel qui e ora attraverso luoghi, incontri, amici, appuntamenti...
non c'e' un luogo ma tanti luoghi e tanti tempi che si ricollegano tra loro in un unico tempo questo...
l'attimo che io scrivo l'attimo che tu leggi...
perché come si vede in modo chiaro nel video...
l'anima quando si stacca dal corpo...
non ha direzione, cammina, vola, volteggia...
in avanti e indietro...
si muove...
e così lui tra la folla, gli amici...
c'e'...
esiste...
e così ci saluta in fondo al video...
si volta e ci dice e dai...
seguimi...
ciao...
cammino in avanti io ma mi giro indietro e controllo i miei amici, i miei cari, i miei amori...
tua sorella...

mercoledì 29 maggio 2013

anna de manincor - die for me (cortometraggio, 2003)

nel 2003, per gallo&calzati editori, è stato pubblicato die for me - racconti e immagini di amicizie corrotte.
si tratta di una raccolta di scritti di emidio clementi, manuel agnelli, davide longfils, riccardo pedrini, jadelin gangbo e ivan carozzi che, all'epoca, aveva allegato, in videocassetta, un cortometraggio di circa 12 minuti.
il risultato è un libro veloce e forte, dolce e duro – e un video che sa di sangue. "die for me" è dunque un lavoro collettivo sul tema delle “amicizie corrotte”: dapprima il racconto si è fatto visione, e poi film.

il progetto, ideato e voluto della regista indipendente anna de manincor, trae ispirazione dal racconto morireste per me? di manuel agnelli, scrittore, chitarrista e cantante degli afterhours. la voce narrante è di emidio clementi, scrittore e leader dei massimo volume.
all'epoca anna conosceva già da tempo emidio. nel 2000 ebbe l'occasione di assistere a un reading degli agnelli clementi e si innamorò al primo ascolto del racconto di manuel nella forma che aveva preso grazie alla voce narrante di emidio. il brano raccontava cose vissute in luoghi e tempi completamente diversi, ma vicine alla sua esperienza e al suo modo di sentire. la regista dichiarò di aver trovato in quell'occasione qualcuno che era riuscito finalmente a dire quello che lei non aveva mai avuto il coraggio di raccontare, quasi per paura di "sporcare" sentimenti controversi e difficili da rappresentare come quelli dell'amicizia.
da qui nasce l'idea di rielaborare il racconto di manuel nel linguaggio più familiare ad anna, quello delle immagini.
allo stesso tempo, però, sorge l'esigenza di ampliare il progetto, così anna chiede ad amici scrittori di realizzare una serie di racconti sul tema dell'amicizia corrotta 
o corrosiva. ognuno dei partecipanti al progetto è in qualche modo legato agli altri da rapporti di amicizia o di collaborazione artistica, gli stessi 5 protagonisti del corto sono i veri amici della regista, per la prima volta alle prese con una prova da attori. la musica, che fa da ponte fra la parola scritta e l'immagine, è frutto delle improvvisazioni creative di manuel, messosi a suonare di fronte a uno schermo su cui scorrevano le immagini del corto già in sequenza, completata, in seguito, con l'aiuto di massimo carozzi. 
ho visto oggi il video per la prima volta ed il racconto, che ricorda un episodio della gioventù di manuel, mi ha molto toccato, soprattutto per i luoghi di cui parla: dalla raffineria di san martino di trecate, vista di notte, con le luci,  delle ciminiere alla centrale idroelettrica di bereguardo. posti che conosco e che mi hanno sempre affascinato. li ho frequentati negli anni della mia adolescenza, ma io non mi sono tuffato...

e fu allora che riccardo mi disse piano, a bassa voce mentre nuotava nell'acqua radioattiva: "tu non sei libero se hai paura di morire. stiamo facendo l'unica cosa che ci è permesso fare. tu non sai fare neanche questo. io morirei per questa coglionata..." - si fermò, aggrappandosi ai rami che sporgevano dalla sponda - "ma non morirei per te."


credits
regia: anna de manincor
produzione: gallo & calzati editori
soggetto: manuel agnelli
sceneggiatura: anna de manincor e manuel agnelli
fotografia: luigi martinucci
montaggio: davide pepe
musica originale: manuel agnelli e massimo carozzi
interpreti: mattia cappelletti, pietro cappelletti, alessio pedrotti, luca piga, claudio ravagni
voce-off: emidio clementi


anna de manincor è nata a trento nel 1972. è regista, artista visiva e performer, laureata in storia del cinema al d.a.m.s. di bologna. dal 1996 realizza cortometraggi, video installazioni, videoclip musicali, video-danza e documentari come regista indipendente. nel 1999 con anna rispoli (attrice e regista) e massimo carozzi (sound designer) fonda il gruppo zimmer frei, con cui realizza spettacoli teatrali, produzioni video e installazioni multimediali, in italia e all'estero.


*la foto degli agnelli clementi è di effimera_mente

martedì 28 maggio 2013

quintorigo - highway star (2001)

highway star è uno dei brani più famosi dei deep purple, storico gruppo hard rock britannico che, con la sua discografia, ha venduto più di 100 milioni di album in tutto il mondo. il brano nacque nel 1971 da un’improvvisazione del chitarrista ritchie blackmore, (ispiratosi a bach), sul quale ian gillan (voce ed anima della band), iniziò a cantare. completato in giornata ed eseguito la sera stessa durante un concerto, fu inciso l’anno dopo ed inserito nel disco machine head di cui divenne anche il primo singolo.
la versione che vi propongo (in questo caso parlare di cover sarebbe estremamente riduttivo), è quella eseguita durante il concertone del primo maggio 2001, dai quintorigo, con la storica voce di john de leo
highway star è presente, unico brano non scritto dal gruppo romagnolo, nel terzo album in studio dei quintorigo, grigio, pubblicato originariamente nel 2000.
si tratta di musicisti che – come loro stessi dichiarano - cercano, inventano, sconvolgono, distruggono per ricostruire sulle rovine deframmentate dell’illustre passato. creano così una lingua nuova fatta di suoni inascoltati, di strutture libere, di espressioni eterodosse e atmosfere stranianti.
un amore totalizzante per l’oggetto di questa ricerca, la musica, emerge con forza da tutto il filmato coinvolgendo e conquistando fino all’ultima nota, chi si mette in ascolto.
highway star
nobody gonna take my car 
i'm gonna race it to the ground 
nobody gonna beat my car 
it's gonna break the speed of sound 
oooh it's a killing machine 
it's got everything 
like a driving power big fat tyres 
and everything 
i love it and i need it 
i bleed it yeah it's a wild hurricane 
alright hold tight i'm a highway star 
nobody gonna take my girl 
i'm gonna keep her to the end 
nobody gonna have my girl 
she stays close on every bend 
oooh she's a killing machine 
she's a moving mouth body control 
and everything 
i love her i need her 
i seed her 
yeah she turns me on 
alright hold on tight i'm a highway star 
nobody gonna take my head 
i got speed inside my brain 
nobody gonna steal my head 
now that i'm on the road again 
oooh i'm in heaven again i've got everything 
like a moving ground an open road 
and everything 
i love it and i need it 
i seed it eight cylinders all mine 
alright hold on tight I'm a highway star 
nobody gonna take my car 
i'm gonna race it to the ground nobody gonna beat my car 
it's gonna break the speed of sound 
oooh it's a killing machine 
it's got everything like a driving power big 
i love it and i need it 
i bleed it 
yeah it's a wild hurricane 
alright hold on tight i'm a highway star 
i'm a highway star, i'm a highway star

lunedì 27 maggio 2013

il sindaco - la vita in centro (2013)

fabio dondelli è stato per otto anni frontman degli annie hall, band indie-folk bresciana, con la quale ha pubblicato tre dischi in lingua inglese. allo stesso tempo ha sempre coltivato la passione per il cantautorato, unita al desiderio di scrivere testi in italiano. si è preso quindi un momento di pausa dal gruppo per arrivare a confezionare, con lo pseudonimo de il sindaco, il suo primo album da solista, pubblicato nel marzo scorso col titolo preso a prestito dal suo nuovo nome.
il disco è stato registrato avvalendosi della collaborazione di musicisti-amici locali e vede la presenza di membri degli annie hall, dei le man avec les lunettes, di giorgia poli (ex scisma), di giovanni ferrario e gabriele ponticiello. come sfondo di questa nuova avventura musicale, dondelli ha immaginato un paesino di circa 200 anime. al suo interno, un centinaio di votanti divisi fra destra e sinistra, un po’ come ai tempi di don camillo e peppone, e lui che, in qualità appunto di sindaco, riesce a rimanere uno di loro, conservando intatta la stima e l’amicizia di tutti. un luogo, certo un po’ utopico, in cui far crescere la figlia nina, nata da pochi mesi. da questo desiderio di autenticità, di ritorno alle piccole storie semplici di ogni giorno, sono nate le dieci tracce del disco. ci si ritrova così a sfogliare, con dolcezza velata di malinconia,un album di famiglia delicato e leggero, da cui traspare tutto l’amore per i propri affetti e la propria città, ma da cui emergono anche riflessioni dal retrogusto amaro sulla nostra realtà politica e sociale. 
da pochi giorni è uscito il video del primo singolo estratto da questo nuovo lavoro. si tratta de la vita in centro, che racconta di un sentimento nato in città, per la cui fine, il protagonista, si consola immergendosi nella vita alcolica del bar. una storia comune ma non banale, perché rivela, attraverso la sottile vena autoironica che la contraddistingue, la capacità di credere che si può ricominciare, fiduciosi che la vita prima o poi, tornerà a sorprenderci.

la vita in centro

l'ho vista venerdì
in quel locale in centro
la radio che suonava
canzoni di tanto tempo fa 
weekend in vecchio stile 
a cena con gli amici 
lo spritz con il campari 
a fine serata andiam da me 
e poi domenica 
la storia solita 
la testa che fa male 
e implora pietà 
da quando non m'ami più vado al bar 
da quando tu non m'ami più vado al bar 
l'hai sempre detto tu 
l'ho sempre detto anch'io 
con gl'olandesi il milan 
era giustificabile 
ma poi di che parlavo 
di partitocrazia? 
lo so non dovrei dire 
parole così difficili 
da quando non m'ami più vado al bar 
da quando tu non m'ami più vado al bar 
ho deciso di cambiare 
e di spendere di meno 
forse l'unico rimedio 
è mangiare mentre bevo 
le quattro del mattino 
bicchiere della staffa 
tranquilli torno a piedi 

domenica 26 maggio 2013

campetty - nuoto dorsale (2013)

nuoto dorsale è il primo video del nuovo lavoro di fabio e michele campetti a nome campetty. i due fratelli bresciani, attivi da una decina di anni sulla scena con i progetti edwood e intercity, questa volta si fanno accompagnare da paolo mellory comini al basso e da gian nicola maccarinelli alle batterie. fabio compone, canta e suona le chitarre, michele il wurlitzer, le chitarre e si occupa dell’elettronica. anche la produzione rimane in famiglia, in questa nuova avventura musicale che si esprime in modo davvero personale, a cominciare dal nome scelto, praticamente autobiografico. 
filo conduttore rispetto alle esperienze precedenti rimane la melodia, sempre presente e volutamente ricercata, delle loro canzoni. il disco la raccolta dei singoli verrà pubblicato ufficialmente il prossimo 31 maggio, ma le tracce sono già scaricabili gratuitamente dal loro sito. il video diretto da paul mellory, è stato filmato all’interno de la nave di harlock, riaperta recentemente e al centro delle attività artitstiche di brescia. a zero budget, divertente e claustrofobico, è stato autogirato, azionato dal telefonino all’interno dell’ascensore della sala prove red carpet studio.
nuoto dorsale
questo freddo fuori per niente inatteso

ghiaccio sulle braccia un brivido appeso
legami i capelli, ti tratterò bene, lavami i capelli, ti vorrò bene
portami in città tra nuove vetrine
comprami i regali fino alla fine, libri di fumetti e oroscopi in toto, 
quello dei pianeti è un mondo d'ignoto
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi
lasciami un barlume di vita sociale, come questo fosse un fatto normale
tinte miste per un anno migliore, questa bella vista si tinge di neve
viso del millennio, amaro da bere, cucciola ti trovo davvero speciale
nuoto, stile, rana, nuoto dorsale, nuoto, stile, rana, nuoto dorsale
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi
ma si freddami tra i boschi, tra i boschi

sabato 25 maggio 2013

cesare picco vs scuba - sistematic decline (2012)

cesare picco è un compositore e pianista improvvisatore totale, come è evidente da queste sue parole: "viaggio e libertà. sono i due sostantivi ai quali mi ispiro per trovare la strada, ogni volta diversa e imprevedibile, in ogni mio concerto. sapere come si parte e non sapere cosa si può scoprire nel proprio cammino. tenere i sensi accesi e vivi, per lasciarsi felicemente sorprendere, pensando che anche da un minimo e inaspettato contrattempo si possa trovare una nuova risposta utile alla propria esistenza".
il suo è un talento davvero eclettico che lo vede autore di musiche per teatro, balletti, gruppi cameristici e orchestrali. come compositore collabora con numerosi artisti: luciana savignano, giovanni sollima, antonio ballista, taketo gohara, luciano ligabue, giorgia, andrea bocelli, samuele bersani… 
la sua attività di concerti per piano in solitaria gli ha dato la possibilità di conquistare il giappone, dove è ormai considerato uno dei pianisti più innovativi e ricercati. la sua, fra le altre, è una sfida che lo porta alla ricerca di percorsi melodici inesplorati, per vedere se è possibile stabilire un punto d’incontro fra un suono che appartiene ad un preciso periodo storico e la musica di oggi. nel video di sistematic decline, picco coniuga, con una naturalezza che conquista dai primi accordi, il suono del clavicordo, (strumento a corde dotato di tastiere particolarmente in auge nel medioevo) alle note techno-elettroniche del dj e produttore londinese paul rose, in arte scuba. l’improvvisazione è stata creata in occasione della sua partecipazione alla trasmissione di radio due, rai tunes, condotta da alessio bertallot. il brillante conduttore propone un inedito esperimento di contaminazione fra jazz ed elettronica, invitando i grandi jazzisti italiani ad improvvisare sopra celebri tracce proposte da importanti dj, esperimento a cui ha dato il nome di jazzapposizioni.

giovedì 23 maggio 2013

marlene kuntz - la libertà (2008)

tratta dallo spettacolo dialogo tra un impegnato e un non so, è stata pubblicata come 45 giri, insieme a lo shampoo nel maggio 1973 ed inserita nell’album far finta di essere sani. si tratta di la libertà di giorgio gaber, canzone che, condividendo una riflessione di natura collettiva come “la libertà è partecipazione” è diventata un “manifesto generazionale” ancora oggi del tutto attuale. la band piemontese dei marlene kuntz l’ha fatta sua al punto da inserirla nel primo album raccolta della carriera best of, pubblicato nel 2009. 
il leader del gruppo, cristiano godano, spiega così questa scelta: “un cineasta impegnato in un medio metraggio di denuncia sociale, ci chiese per i titoli di coda di fare la cover di questa canzone di gaber. ma c’è qualcosa da precisare: in realtà, già al tempo, l’opinione pubblica fraintese il suo messaggio. il signor g infatti, non intendeva indicare la strada della rivolta, dello scendere in piazza: il suo era più invito, rivolto a ciascuna persona nella propria individualità, ad abbracciare una vita fatta di attivismo e appropriazione di sé stessi, piuttosto che vivere passivamente. era un inno alla partecipazione viva alla propria stessa vita. in qualche modo la nostra scelta di questo brano è anche un modo per riscattarla rispetto alle critiche ricevute al tempo. libertà è rifiuto del conformismo, del buon senso comune, dell’uniformità, tutto senza provocazioni, ma solo per vivere una vita alla ricerca della propria verità“. il video è relativo ad un’esibizione live avvenuta nel giugno 2008 allo sferisterio di macerata, nell’ambito del Festival organizzato dall’associazione musicultura. i marlene sono affiancati dai la crus: l’interpretazione viscerale e appassionata di godano si sposa e si completa con quella intima e delicata di mauro ermanno giovanardi, arricchendo di nuove sfumature un testo già molto intenso .

la libertà
(giorgio gaber)
vorrei essere libero, libero come un uomo.
vorrei essere libero come un uomo.
come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
vorrei essere libero, libero come un uomo.
come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
vorrei essere libero, libero come un uomo.
come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

ofeliadorme - magic ring (2013)

gli ofeliadorme nascono a bologna nel 2008 dall’incontro fra francesca bono, gianluca "gmod" modica, tato izzìa e michele postpischl.
da subito non vogliono porsi limiti nella comunicabilità, per questo scelgono come lingua espressiva l’inglese e adottano un nome il cui significato è aperto a diverse interpretazioni. l’ofelia di riferimento, quella della tragedia shakespeariana, infatti, muore, ma loro, con naturalezza, preferiscono immaginarla addormentata. la sfida è, attraverso la musica e i testi, riuscire a dare piena voce ai suoi sogni. la band ha all’attivo due album di cui, il secondo, è uscito il marzo scorso. si intitola bloodroot, prendendo il nome da un fiore molto usato dagli indiani d’america, sia come pianta medicinale, che come filtro d’amore, che per dipingersi il volto. il disco contiene nove tracce brevi, intense, misteriose, che hanno per protagonista il tema delle proprie origini, delle radici... 

“io sento di non appartenere a nessun luogo fisico - così racconta francesca -
i miei sono luoghi mentali, più che geografici. una dimensione onirica in cui ci si trova bene“.
molto interessante è la costruzione musicale di ogni brano che ha l’obiettivo finale di creare un’atmosfera che avvolga e coinvolga chi ascolta. si parte dall’improvvisazione, creando poi una struttura più o meno definita, su cui andare a “togliere”, colorando con le diverse influenze musicali, ma filtrate dal sentire personale di ognuno. proprio per questo approccio così articolato, la loro musica è stata definita nei modi più disparati che vanno dal new wave, alla neo-psichedelia, all’ alt-pop, al post-rock allo shoegaze, ma in fondo le classificazioni cosa importano…

magic ring, brano impreziosito dalla voce eterea di francesca, è un esempio di come gli ofelia sappiano realmente attrarre nel loro mondo in cui musica, cinema, letteratura, psicologia si fondono in modo affascinante. 

mercoledì 22 maggio 2013

numero 6 - un mare (2013)

è uscito il 20 maggio il video di un mare, terzo singolo dei numero 6, estratto dall'album dio c'è. con questo brano, la band genovese capitanata da michele "mezzala" bitossi, con dolcezza, leggerezza ed ironia, ci propone uno sguardo lucido sui ricordi del passato...
"ricordare - così ci racconta il regista del video, il siciliano gabriele galanti - può essere spiazzante come uscir di casa per andare in spiaggia e ritrovarsi sperduti e mezzi nudi nell'intrico di un bosco sconosciuto. un bosco da cui si deve uscire prima o poi se lo si vuole ritrovare, un mare."
la partecipazione vocale di colapesce, che ha preso parte anche alle riprese del clip, aggiunge dense suggestioni alla canzone. il video è stato girato in provincia di siracusa dal collettivo di film-makers tunafishbanda.


un mare
nell'estate di sedici anni fa
c'era un'altra velocità
pochi obblighi e tante verità
le giornate solcavano
i capelli decolorati e sotto la lingua
un viaggio in più
dischi usati in luogo di cibarie
schiamazzi davanti ai pub
oggi piaccia o no ci gira così cari amici
si regala all'alba questa canzone felici
se la nostalgia
vuol fare improvvisate a casa mia
si accomodi ma sappia
che sarà trattata con superficialità
per tanto
i ricordi no non li vogliamo uccidere però
con molta forza qui si guarda avanti e nonostante tutto
la fiducia stringe i denti
oggi piaccia o no ci gira così cari amici
regaliamo all'alba questa canzone felici
e se il fonico ti dice ueilà son le dieci
gli rispondi vai ci pensiamo noi, che siam capaci
guardo indietro e non fa male
ritornare ricordare
guardo fuori e vedo un mare
tutto ancora da nuotare

martedì 21 maggio 2013

nadàr solo - le case senza le porte (2013)

le case senza le porte è il nuovo singolo estratto da diversamente, come?, terzo album della band piemontese nadàr solo. da loro stessi è definito come uno dei pezzi madre di un disco in cui quasi tutte le canzoni ci raccontano con profondità vite irrisolte, giunte alla necessitò di una svolta. i nadàr, con la colonna sonora del loro rock potente e suggestivo, un testo curato ed intimista, quasi autobiografico, provano ad esplorare un sentimento universale come l’amore.
“ci siamo chiesti quale fosse il suo significato, e cioè se fosse qualcosa che pensa o no a proteggerti. in effetti l’amore ti può proteggere, ma una casa che si isola è anche una casa che ha paura di quello che c’è fuori, mentre invece una casa dove ciascuno può entrare, una casa senza porte, è un riparo sicuro per chiunque, è il ritorno verso di qualcosa di puro, e questo ritorno è ancora un’esigenza.“il suggestivo video è diretto da bruno d’elia.
le case senza porte
chi nella vita ha capito
d’esser fatto per stare da solo
senza dare misure al tempo
disprezzando ogni accorgimento
senz’altro almeno una volta
si sarà sentito accusare
di non esser capace di amare
d’essere uno che è meglio evitare
perciò tu che non hai gradito
quando ho detto “ora devo partire”
sappi che io ti ho molto capito
sentire tu devi ancora guarire
io vi lascio alle vostre nevrosi
io vi lascio alla vostra cautela
ma a levarvi il dottore di torno
poveretti, non basta una mela
non basta la vostra casa
comprata con tanta fatica
un guinzaglio intorno alla vita
una ciotola da riempire
di chi si illude d’essere forte
avendo tanto di guadagnato
di poter dominare la morte
con un pavimento in laminato
ma io che non possiedo altro
che una chitarra e un pensiero voluto
cerco l’amore fra le macerie
di quel che voi avete perduto
e forse mi illudo d’essere forte
non avendo da perdere niente
di poter dominare la morte
toccando la vita con la mia mente
l’amore non sta negli infissi migliori
che vi tengono i ladri lontano
l’amore sta nelle case in rovina
che cadono a pezzi senza padrone
sta nelle case senza le porte
che quando piove ci posso entrare
però che cosa volete che sappia
io che non sono capace ad amare?

lunedì 20 maggio 2013

zibba e almalibre - e se domani (2013)

giorgio calabrese è un paroliere, autore televisivo e scopritore di talenti, entrato nella storia della musica leggera italiana per aver scritto i testi di alcune delle più famose canzoni di tutti i tempi. è stato inoltre uno dei principali divulgatori della musica brasiliana, traducendo canzoni come la ragazza di ipanema e la pioggia di marzo. sue sono anche le versioni italiane di molte canzoni francesi (tra le altre l’istrione di charles aznavour e il disertore di boris vian).
zibba, vincitore ex-aequo lo scorso anno della targa tenco per l’album dell’anno, si è innamorato, come molti altri, dell’universo di parole del brillante autore genovese. ha deciso così di dedicargli un disco, in uscita il 24 maggio, intitolato e sottolineo se. composto da dieci canzoni, verrà stampato in sole 200 copie in vinile, numerate ed autografate. l’intento è quello di recuperare e riproporre in modo del tutto personale, ma allo stesso tempo rispettoso della tradizione, un mondo passato in cui la musica era protagonista indiscussa. 

il singolo che anticipa l’album, e se domani, scritto da calabrese insieme a carlo alberto rossi, venne presentato al festival di sanremo 1964 da fausto cigliano e gene pitney, piazzandosi al penultimo posto. ripescato nello stesso anno da mina, in una diversa versione ed inserito nell’album omonimo, diventò un classico della musica italiana. in questo video possiamo ascoltarne una rivisitazione meno malinconica e in chiave folk-reggae, uno dei territori spesso visitati da zibba e almalibre.
e se domani
e se domani 
io non potessi 
rivedere te, 
mettiamo il caso 
che ti sentissi stanco di me 
quello che basta all'altra gente 
non mi darà 
nemmeno l'ombra 
della perduta felicità. 
e se domani 
e sottolineo "se" 
all'improvviso perdessi te 
avrei perduto il mondo intero 
non solo te

domenica 19 maggio 2013

mauro ermanno giovanardi - can't help falling in love (2013)

è stato colpo di fulmine al primo ascolto l'incontro fra mauro ermanno giovanardi e il sinfonico honolulu
voce calda, intensa, magnetica, mauro (cofondatore e “storico” cantante dei la crus) è rimasto talmente conquistato dall'universo musicale di quella che è riconosciuta come la maggiore orchestra italiana di ukulele, da posticipare la pubblicazione del suo prossimo disco di inediti ormai pronto. ha quindi deciso di condividere un viaggio, che lui stesso definisce "umano e musicale nei territori imprevedibili ed intriganti della commistione dei linguaggi". 
frutto di questo stimolante percorso comune è l'album maledetto colui che è solo, in uscita il 21 maggio. 

prodotto da sam e mauro ermanno giovanardi, impreziosito dal suono suggestivo dell'ukulele, avrà un contenuto variegato: brani inediti, sue canzoni rivisitate, grandi classici appartenenti, fra gli altri, a de andré, buscaglione, ciampi, celentano, nonché incursioni in territori musicali inesplorati. 
il brano che vi propongo è una rivisitazione della celeberrima can't help falling in love, originariamente inserita nel 1961, nella colonna sonora del film blue hawaii, che vedeva protagonista il mitico elvis presley. le immagini sono tratte dal soundcheck del concerto del 1 marzo 2013 al diavolo rosso di asti.

 can't help falling in love
wise men say only fools rush in 
but i can't help falling in love with you 
shall i stay 
would it be a sin 
if i can't help falling in love with you 
like a river flows surely to the sea 
darling so it goes 
some things are meant to be 
take my hand, take my whole life too 
for I can't help falling in love with you 
like a river flows surely to the sea 
darling so it goes 
some things are meant to be 
take my hand, take my whole life too 
for i can't help falling in love with you 
for i can't help falling in love with you

sabato 18 maggio 2013

niccolò fabi - indipendente (2013)

niccolò fabi Ha appena concluso un tour teatrale con ottimo successo. il 25 maggio ripartiranno i concerti con la sua band che lo porteranno ancora una volta ad attraversare la penisola, dall’esibizione in alta montagna per i suoni delle dolomiti, fino al festival time in jazz organizzato da paolo fresu a berchidda (or). 
il suo settimo disco di inediti ecco, uscito ad ottobre 2012, non solo è stato apprezzato dalla critica, ma continua a stazionare nelle posizioni alte delle classifiche di vendita. cantautore raffinato e sensibile, coerente osservatore dei nostri tempi, riscontro con piacere come la sua maturità, umana ed artistica, stia arrivando anche oltre a chi, come me, lo segue con passione fin dagli inizi. il video di indipendente, il nuovo singolo appena estratto dal disco, è arricchito dai fiati di roy paci che ne ha curato anche l’arrangiamento. E' un brano caratterizzato da un testo profondo, intenso ed estremamente attuale. niccolò lo presenta così: “si avverte un grande desiderio di indipendenza. in ambito sentimentale politico e professionale. fino a un certo punto si tratta di una sana necessità di autodeterminazione e libertà nelle scelte e nelle espressioni. oltre quel punto diventa paura che l’altro possa essere un limite pericoloso a quella libertà, un avversario e non un potenziale alleato.”
nel video, diretto da andrea cocchi, le immagini di vita ordinaria on the road ci mostrano come niccolò sappia vivere in modo semplice, leggero, spontaneo, non dipendente dalle logiche dello show business, il rapporto live con il suo pubblico.
indipendente
indipendente voglio essere indipendente 
e restare per sempre l'amante di tutto 
voglio essere indipendente 
non c'è cosa che sia più importante 
perché solo da indipendente si esiste 
il fidanzato intrappolato 
nei doveri e negli agi di un rapporto 
ha paura di essersi scordato 
la sua libertà 
così come il musicista corteggiato 
dalle sirene e le insidie dell'industria 
vuole proteggere la sua arte dal mercato 
la sua qualità 
e si ripete 
indipendente voglio essere indipendente 
e restare per sempre l'amante di tutto 
io voglio essere indipendente 
non c'è cosa che sia più importante 
perché solo da indipendente si esiste, si resiste 
il figlio stanco dei suoi genitori 
delle loro ingerenze nella sua vita 
ha bisogno di trovare una strada propria 
la propria felicità 
così come il politico che con forza 
rivendica le tradizioni della sua regione 
e nell'autonomia dallo stato centrale 
la propria identità 
tutti ripetono 
indipendenti vogliamo essere indipendenti 
e restare per sempre gli amanti di tutto 
vogliamo essere indipendenti 
non c'è cosa che sia più importante 
perché solo da indipendenti si esiste, si resiste 
ma chi è davvero indipendente? 
tu vuoi essere indipendente 
è poi felice chi è indipendente da tutto? 
indipendente 
dall'ossigeno 
dal denaro 
indipendente 
dal consiglio di un amico 
indipendente 
da un passaggio verso casa 
dalla donna che si sposa

venerdì 17 maggio 2013

ragazzo semplice - l'orto (2013)

nato a forlì, raffaello gentili in arte ragazzo semplice, ha esordito nel 2008 con un disco quasi omonimo, “ragazzo semplice e il suo complesso”. da allora molte cose sono cambiate nella sua vita: ha vissuto a Londra alla ricerca di stimoli e possibilità per esprimersi al meglio, finendo poi per stabilirsi a milano. nel 2010 ha vinto l’mtv new generation con il brano costretto a venire
ha poi proseguito inventando praticamente una nuova forma di live. i suoi concerti sono del tutto anomali: infatti sale sul palco e, senza dare troppo nell'occhio, comincia a suonare e cantare canzoni, molto spesso improvvisate sul momento. si prende e prende in giro ma lo fa con intelligente ironia. il suo è un pop informale, solo in apparenza scanzonato, in quanto, con leggerezza ed orecchiabilità, ci dice fino in fondo tutto quello che sente. negli ultimi mesi ha composto molti pezzi nuovi ed ha già pronte cinque tracce di quello che sarà il suo secondo album, un disco legato alla natura.i brani sono tutti scritti ma verranno pubblicati uno alla volta, uno per stagione. 

il 14 maggio è stato "seminato" su youtube il video de l'orto, anteprima del primo nuovo singolo, una canzone del cavolo, come lui stesso la definisce. la clip, ideata dallo stesso ragazzo, è stata realizzata insieme a michele gerthoux e francesco galli, girando il tutto in un’azienda agricola di santhià (vc).

giovedì 16 maggio 2013

hauschka - mount hood (2010)

hauschka, all'anagrafe volker bertelmann, è un musicista originario di dusseldorf, germania. dedicatosi per molto tempo all'elettronica è poi tornato al suo primo amore, il pianoforte, in modo del tutto sperimentale, alterandone i suoni di base. per ottenere questo, lo strumento viene "preparato" con meticolosità inserendo, su corde e martelletti, tutta una serie di oggetti fatti nei materiali più disparati, dalla plastica all'alluminio, alla carta, fino a quelli più estremi. queste “modifiche” conferiscono allo strumento anche una valenza percussiva. pure i fans si sentono coinvolti in questo "lavoro di ricerca", per cui capita che portino ai concerti sacchetti pieni di oggetti nella speranza che possano rivelarsi utili. il modo migliore per apprezzare il talento di questo musicista è assistere ad una delle sue performance live, come è successo a me la sera di sabato scorso, nell'ambito della manifestazione piano city milano, presso il parco della villa reale.
hauschka, quando sale sul palco, non decide mai la scaletta, dà totalmente spazio all'improvvisazione e all'energia che il pubblico presente gli trasmette. il suono del piano, con questa tecnica, si arricchisce di nuove e inaspettate profondità. le melodie si ripetono, solo apparentemente uguali. loop progressivi si susseguono, aggiungendo ogni volta particolari quasi impercettibili, che alla fine però, conquistano, facendoti pensare: "ma come siamo arrivati fin qui?".
il brano che vi propongo, mount hood, è tratto dall’album foreign landscape, pubblicato nel 2010. la registrazione del video è stata effettuata negli studi di washington della national public radio, dove hauschka ci dimostra come strappare suoni dirompenti dagli 88 tasti dello strumento, attraverso l’inserimento di palline da ping pong, fogli di alluminio e pelle...

mercoledì 15 maggio 2013

arsene duevi - tsitsia love (2010)

"la musica è viva quando è capace di estendersi ben al di fuori dei confini di un palco o di un teatro, così come accade in africa dove la musica è vita e cantare e danzare sono parte integrante di tutti i momenti importanti della vita sociale". questo potrebbe essere il "manifesto" di presentazione di musicamorfosi, associazione che, nel territorio di monza e brianza, attua un percorso di educazione musicale basato sulla sperimentazione, la contaminazione e la ricerca.all'interno di questo progetto, ideato e portato avanti con generosità e passione da saul beretta è inserito un concerto senza confini, dal titolo emblematico tra cielo e terra.
arsene duevi è un compositore, chitarrista, cantante ed etnomusicologo, originario del togo che, dal suo arrivo in italia nel 2002, collabora con musicaformosi e dirige i supercori, esempi unici e originalissimi di integrazione culturale. composti prevalentemente da italiani, i cori oggi coinvolgono circa 300 persone e cantano quasi esclusivamente nella lingua del togo. il brano “tsitsia love” è tratto dal disco di arsene la mia africa, pubblicato a fine 2009. le immagini sono del concerto di natale del 2010, tenutosi presso il teatro comunale di vicenza. insieme ad arsene, in questa miscela esplosiva di africa e jazz, dove strumenti insoliti e voci umane si incrociano in un’affascinante cammino tra musica etnica e sperimentazione, giovanni falzone, (uno dei più quotati trombettisti jazz italiani) ed un piccolo gruppo di musicisti abituati a tracciare percorsi di contaminazione sonora…

martedì 14 maggio 2013

carolina bubbico - a me piacerebbe ridere (2013)

carolina bubbico, 23 anni, leccese, figlia di musicisti, canta e suona il piano, compone ed arrangia le proprie canzoni. a dicembre 2012 ha firmato la sua prima colonna sonora partecipando anche al cast del film l’amore è imperfetto di francesca muci.
dotata di una notevole versatilità ha collaborato con più gruppi musicali prima di approdare al progetto one girl band che, unica protagonista, la vede impegnata nell’uso di più strumenti musicali, una loop machine, le percussioni, il basso elettrico, oltre alla voce e al pianoforte. successivamente coinvolge luca alemanno al contrabbasso e dario congedo alla batteria nella realizzazione del suo primo cd controvento, presentato il 4 aprile scorso a lecce, con un ensemble di tredici elementi e la partecipazione di fabrizio bosso, gaetano partipilo e michele cortese.
il disco contiene nove canzoni, composte e arrangiate in uno stile del tutto personale con sonorità influenzate dal jazz, dal funk, fino ad arrivare al dream pop. il primo singolo estratto a me piacerebbe ridere, è un chiaro invito ad affrontare le piccole cose con il sorriso, dandogli più importanza e riscoprendone il gusto. il video del brano è stato realizzato grazie ad officine della musica ed affidato alla regia di gianni de blasi. girato a palmariggi, vede carolina a bordo di un’auto piuttosto particolare, con cui attraversa le vie del paese, portando in giro la sua inconfondibile voce, contagiosamente vitale.
a me piacerebbe ridere
corri, ti fermi e ritorni passionalmente
senti l'eco dei venti che risuonano in fondo a te
io, lei, c'è un motivo per credere che l'adesso è da vivere
non sai cercar quelle cose bellissime, dolcissime
eccole qua, a me oggi piacerebbe ridere
ci crederò, svelerò, scoprirò il mio animo
senti farfalle tra i denti, volano volano
cogli fiammiferi spenti che bruciano la città
sua, tua, mia, ma non so dove sia
lo so che c'è, è là da vivere
prendi tempo, prendi 
non c'è niente che ti fermi
l'imbarazzo scivola su quella schiena ruvida ma
don't stop, chiudi gli occhi e vedi un po' 
se c'è gente pronta a rivedere il mondo che non ho
la mia mente sfoga, spazia, ride e si rilassa
su una nuova era che avrà quella vibrazione giusta
ci crederò, svelerò, scoprirò il mio animo

lunedì 13 maggio 2013

remo anzovino - igloo (2010)

nato a pordenone 37 anni fa, remo anzovino è un avvocato penalista, che si dedica con grande passione alla composizione. talento naturale per l’arrangiamento e la gestione degli altri strumenti, coniuga con notevole impatto emotivo la sua predilezione per la musica di immagini, allo spirito anticonformista del jazz.
viaggiatore immobile è il suo disco più recente, pubblicato nel 2012. il titolo si riferisce proprio alla figura del pianoforte che, pur restando immobile, permette al musicista di percorrere, senza confini, tutte le strade dell'anima, emozionando profondamente chi si ferma in ascolto delle melodie che ne scaturiscono.
ritornando invece al 2010, ecco un video che ci fa capire bene gli itinerari seguiti da anzovino. title-track e manifesto del secondo album con cui il pianista propone una musica libera da schemi costrittivi, igloo è un affascinante esempio di contaminazione fra i generi. pianoforte e batteria, suonata da uno scatenato franz di cioccio (leader della pfm), si affrontano e si rincorrono in un duello emozionale che lascia stupiti e totalmente conquistati per la forza impetuosa ed evocativa di ogni singola nota. il video è stato registrato a roma 16 aprile 2010 alla centrale montemartini.

giovedì 9 maggio 2013

toni bruna - formigole (2013)

toni bruna, cantautore triestino, è un artigiano dell musica, le cui sonorità sono influenzate da un intenso periodo vissuto in america latina. si esprime con coraggio in lingua istroveneta (più semplicemente dialetto triestino) che, parlato fin dall'infanzia, ritiene essere l'unico, possibile, mezzo espressivo. nasce così il suo folk immaginario di cui colpisce, il sapore internazionale. anche se non si colgono tutte le parole, ci si fa trasportare dalle sonorità. quello che non si capisce lo si interpreta, catturati da una suggestione profonda in cui musica e testi rivelano una forte, inaspettata, sintonia.
*
il primo disco di toni, formigole, autoprodotto nel 2011, non a caso, è stato recentemente stampato con distribuzione nazionale da niegazowana (bizzarra parola polacca che significa "naturale"). l’etichetta è nata infatti circa 6 anni fa con l'intento di cercare artisti che sappiano comunicare se stessi attraverso la musica con meno filtri possibili. a fine aprile è stato pubblicato il video del singolo che da il titolo all'album. girato lo scorso dicembre a san pelagio, sul carso triestino, vede la regia di fabio capalbo, uno dei titolari dell'etichetta sopracitata, che racconta così questa esperienza:
"ci sono alcuni brani, così puri ed essenziali, che mi rendono difficoltosa un’interpretazione visiva. quasi che qualsiasi cosa si aggiunga al brano rischi di sovraccaricarlo. chiacchierando insieme, toni mi ha detto di avere un contatto intimo con la campagna triestina. è solito arrampicarsi sugli alberi, portandosi a volte anche una carrucola con la quale tira su gli strumenti musicali per poi mettersi a suonare appeso tra i rami. Mi è sembrata un’immagine forte e abbiamo deciso di seguirla. ho pensato che il comune denominatore di questo clip dovesse essere la luce. ci tenevo che il video iniziasse di giorno, proseguisse al tramonto e si chiudesse con la notte. abbiamo girato a fine dicembre, periodo in cui le giornate sono molto corte, luce compresa. durante il tramonto dovevamo girare le scene più complesse, quelle dell’arrampicata sull’albero. avendo a disposizione più o meno 30 minuti di luce-tramonto, e solo 2 giorni disponibili per le riprese siamo riusciti a girare tutto quello che ci serviva in pochissimo tempo. siamo stati fortunati col tempo, c’era un bel sole che creava degli interessanti giochi di luce. gran parte delle riprese le abbiamo filmate con anche noi della troupe arrampicati sugli alberi, e per me che non sono esattamente uno sportivo slanciato non è stato semplice. mi ricordo che abbiamo preso tantissimo freddo. abbiamo patito, ma ne è valsa la pena".

formigole
e le formigole, le sburta avanti e indré le fregole
co le antene le se stuziga
qualche volta le se piziga
ma po le se vol ben
e noi altri
noi stemo solo tra de noi altri
qualche volta se misiemo con quei altri de lá
po se demo pel muso
e restemo incazai
si noi restemo incazai



formiche
le formiche spingono (portano) avanti e indietro le briciole
con le antenne si stuzzicano
qualche volta si pizzicano
ma poi si vogliono bene
e noi 
noi stiamo soli tra di noi
qualche volta ci mescoliamo con gli altri
poi ci picchiamo (litighiamo)
e restiamo incazzati
si noi restiamo incazzati



"formigole è una canzone che parla delle formiche e degli esseri umani, mettendo a confronto le due condizioni. dice che le formiche, nonostante alle volte si pizzichino e scontrino, alla fine finiscono col vivere “in armonia” (fra virgolette). stanno lì nel formicaio, lavorano tutte insieme, partecipano, a differenza degli uomini che invece restano ognuno arroccato sulle sue posizioni. a volte gli umani si avvicinano a chi è diverso da loro ma poi iniziano a guardarsi di brutto, si incazzano e finiscono col restare separati. ad osservare bene, in realtà, anche le formiche si massacrano e magari gli uomini, invece, vanno d’accordo per cui boh...in definitiva non so. sono particolarmente legato a questi concetti che mi piace sviluppare, ma, se penso al mio processo creativo, mi rendo conto che non riesco a fare scelte coscienti, pensate a tavolino. le mie composizioni “arrivano” da luoghi che non saprei neanche individuare, tutto avviene sempre in modo vuoi casuale, vuoi inconscio, vuoi accidentale. succede, lo sento e basta…"
(brano tratto dall'intervista di toni bruna su just kids #7 - maggio 2013)

*la locandina del formigole tour è disegnata da jan sedmak (che suona anche il clarinetto dal vivo con toni)